Cari genitori, regalate ai figli il tempo per fare da soli

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Quando un bambino racconta le attività che svolge alla scuola d’infanzia, i genitori dovrebbero prestare attenzione: non tanto e solo a quel che fa in classe, ma al perché. E il perché è presto detto: nell’attività didattica i bambini imparano a muoversi e agire da soli, senza che gli adulti si sostituiscano loro. In un dialogo immaginario, raccolto dalle maestre, la migliore pedagogia è condensata nell’immagine del bimbo che indossa un calzino sulla mano.

«A quelli piccoli la maestra voleva far pitturare i palloncini, ma solo pochi riuscivano a tenere in mano il pennarello. Gli scivolava via, a uno gli è anche scoppiato il palloncino. Anche io prima facevo fatica: non riuscivo a vestirmi da solo, i sassi mi cadevano in terra, non scavavo ancora le buche profonde. Allora la maestra ha fatto un topolino con un calzino e le mie dita erano i baffi. Così ho imparato subito a usare il pennarello».

Proprio così: un passaggio importante per compiere le operazioni più complesse e in autonomia sta nel perfezionare l’opposizione pollice indice. «Se quando entro ed esco da scuola mi spoglio e mi vesto da solo, imparo a fare una cosa difficilissima: prendo la mira, e chiudo bene il bottone. Dopo un po’ ci sono riuscito!». Come compito a casa, le mamme possono chiedere aiuto a mettere le mollette per stendere i panni o sbucciare le uova sode. «Voglio le scarpe con le stringhe, non con gli strappi, che sono troppo facili», abbiamo sentito dire a una bambina. Frasi immaginarie, certo, ma non inverosimili. «La capriola quella no, non sono ancora riuscito a farla. È capace solo il Luca, ma lui è nei grandi». I bambini hanno bisogno di sfide, non di cose facili. «Stamattina ho fatto il serpente che striscia, ho corso come la gazzella. A pancia in giù come il serpente devo stare attento a farlo, sennò invece di strisciare rotolo e non vado da nessuna parte. A fare la gazzella mi viene subito il fiatone, ma mi piace aiutare la mamma e il papà a fare la spesa».

Coinvolgere i figli nelle attività domestiche e quotidiane, con la giusta gradualità, è fondamentale e necessario. L’obiezione che sentiamo fare agli adulti è sempre la stessa: «Hai voglia, se aspettiamo i tempi dei figli facciamo tardi sempre e ovunque. Anche all’asilo, cara maestra». Tutto vero e sacrosanto: ma se si vogliono regalare autonomia e autostima ai propri figli, qualunque attività che li coinvolga va iniziata per tempo, con quel minimo di abbondanza che può generare indipendenza. Donare tempo ai bimbi è una delle prime regole per educarli al meglio.

Elena Lazzaroni

Coordinatrice Associazione San Giovanni XXIII per le scuole paritarie della Valle Imagna

Mara Dolci

Maestra a Selino Basso