I primi della classe rischiano di annoiarsi

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Cosa fare quando uno studente è più bravo degli altri? Stimolarlo anche nei campi in cui è meno portato e sfidarlo in ciò che sa fare meglio! Per questo è molto utile non perdere di vista quelle opportunità che permettono ai ragazzi più dotati di misurarsi fra loro.
L’anno scorso un mio studente, Gabriele Liuzzo, ha vinto la gara nazionale di elettronica per gli istituti tecnici e professionali. Per questo motivo è stato premiato con altri 42 ragazzi di tutt’Italia, nell’ambito del progetto «Fuoriclasse della Scuola», che ha lo scopo di sostenere gli studenti ad alto potenziale. Adesso frequenta il quinto anno ed è appena rientrato dal suo giro di premiazioni a Matera e Roma. L’anno prossimo Gabriele potrebbe scegliere di iscriversi a ingegneria, ma anche cominciare subito a lavorare con le nuove tecnologie, visto che è rimasto molto contento di uno stage svolto presso un’azienda di cellulari. Non è escluso che provi a fare entrambe le cose.
Chi ha particolari attitudini deve essere valorizzato, ma soprattutto stimolato. Nella mia scuola, l’Itis Pietro Paleocapa – ma già al Majorana di Seriate dove insegnavo prima – si cerca sempre di mandare uno studente alle gare nazionali. Per noi è un modo per confrontarci con gli istituti di tutta Italia, oltre a essere un’occasione per il ragazzo. Ho spinto affinché fosse Gabriele il nostro candidato alla gara perché ha un notevole talento progettuale come programmatore e molta pulizia di pensiero. Negli anni di scuola, correggendo le sue prove, ho pensato spesso a quanto fosse lineare il suo modo di affrontare i problemi, andando sempre (o quasi) efficacemente al punto.
Alle premiazioni dei «Fuoriclasse della Scuola» Gabriele mi ha raccontato di aver parlato di letteratura con lo studente vincitore della gara di fisica. Mi è sembrato molto bello, perché una figura professionale – anche molto specializzata – non è monotematica. Lo studente sa che non deve impegnarsi solo nel pezzetto in cui ha più talento e la scuola deve stimolarlo anche nelle materie in cui è meno “genio”.
Dall’altro lato, quando c’è un talento, bisogna sfidare i ragazzi con compiti più difficili. Ad esempio, a me piace affidare ai miei studenti migliori componenti nuovi che non ho mai usato neanche io, da provare lavorando in piccoli gruppi, sempre con la mia supervisione. Poi i ragazzi possono spiegare alla classe cosa hanno fatto, i risultati che hanno ottenuto. In generale i nostri progetti scolastici vanno in questa direzione: questa settimana un gruppo di ragazzi del Paleocapa sarà alla Maker Faire di Roma con un progetto ideato dal mio collega Marco Calegari, la riproduzione del rover della missione Exomars, già vista a Bergamo Scienza. Per una scuola come la nostra, e parlo da ingegnere ex studente del Paleocapa, costruire oggetti reali e affascinanti, come questo veicolo spaziale, è una strada interessante. Significa fermarsi a scuola il pomeriggio o nel fine settimana, ma si approfondiscono le proprie competenze e si motivano i ragazzi più bravi.

Sergio Bolognini
Itis Pietro Paleocapa