«Il cinese? Ho iniziato per caso, oggi lo insegno»

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Nel lontano autunno del 1990, quando i miei alunni di oggi erano lungi dall’essere nati, mi trovavo a Grenoble all’Università Stendhal III a studiare lingua e letteratura francese e vedere film di Truffault e Renoir al corso di cinema.  La sera tornavo a Meylan, nei dintorni di Grenoble, dove vivevo in una stanza in affitto da Mme Poupin e preparavo spaghetti al pomodoro in una cucinetta condivisa con una ragazza cinese, che si era data il nome francese di Justine, e che a sua volta si preparava spaghetti, ma conditi con una frittatina di uova, carne arrostita e verdurine saltate. La nostra amicizia è nata così, le prime stentate conversazioni pure, davanti ad esperimenti culinari di due ragazze venute da luoghi lontani l’uno dall’altro ed entrambe straniere in Francia. E sono nati così anche i miei primi contatti con la lingua cinese, che imparavo mentre masticavo croccanti gamberetti, e con la cultura di questo vasto paese, che sentivo raccontare dalla mia amica di Taiwan, dove si trasferì il nonno dalla nativa Pechino.

A volte gli studenti mi chiedono come ho cominciato a studiare cinese, ma una lezione è troppo breve per spiegarlo. A quell’epoca amici e parenti mi prendevano per un’originale a studiare questa lingua, proprio quella che ora è la più richiesta di tutte da studenti e aziende.

Nel 2005, dopo anni di studio universitario e lavoro sul campo come mediatrice linguistico culturale con gli alunni e le famiglie cinesi residenti a Bergamo e provincia, argomento che costituì anche il tema della mia tesi di laurea, e non prima di aver viaggiato in lungo e in largo per la Cina, su richiesta del Preside del liceo Falcone tenni i primi corsi pomeridiani che vedevano riuniti studenti di quattro scuole in rete (oltre allo stesso Falcone il Liceo classico Sarpi, il liceo scientifico Mascheroni e il liceo artistico Manzù).  Anche altre scuole, Istituti tecnici come il Maironi da Ponte di Presezzo e il Romero di Albino, o licei come il Simone Weil di Treviglio, mi chiesero di tenere corsi pomeridiani e opzionali di lingua cinese. Dal successo e dall’interesse dimostrato dagli alunni di tutti questi corsi, nel 2010 è nata la prima sezione di lingua cinese al Liceo Falcone, nell’ambito del Progetto Oriente. A seguito dell’enorme richiesta dimostrata dagli aspiranti studenti, nel 2012 si è aggiunta un’altra sezione, per un totale di circa 250 studenti.

Attualmente nella provincia di Bergamo sono tre le scuole dove è possibile studiare cinese: oltre al Falcone di Bergamo, l’Istituto Romero di Albino e l’Istituto Maironi da Ponte di Presezzo, dove insegno nei corsi extracurricolari di cinese che mirano a preparare gli alunni dell’indirizzo tecnico–economico del biennio ad affrontarne lo studio a partire dal terzo anno,  ma che sono aperti anche agli altri alunni della scuola. Accorgendomi della necessità di strutturare libri di testo adatti all’insegnamento del cinese nelle scuole superiori, insieme a colleghe che insegnano in altre scuole lombarde, ho iniziato anche una nuova avventura: la scrittura dei manuali 说汉语,写汉字Parla e scrivi in cinese.

Certo mai avrei immaginato allora degli sviluppi lavorativi che avrebbe avuto una forte amicizia nata per caso ma che dura tuttora.

Silvia Dolci

Istituto Maironi da Ponte