Il patto educativo, la buona pratica che salva scuola e famiglia

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Si chiama “Patto Educativo per l’uscita autonoma dell’alunno” ed è quell’accordo, sottoscritto tra Dirigente Scolastico e genitori, che permette l’uscita autonoma da scuola del ragazzo minorenne, una volta valutato il suo grado di autonomia e il limitato rischio ambientale.

Per scaricare un esempio di modulo di “Patto educativo” clicca qui.

Sul tema ecco cosa scrive Maria Emilia Gibellini, Dirigente scolastico dell’I.C. Caroli di Stezzano, nell’articolo pubblicato su L’Eco di Bergamo di martedì 3 ottobre 2017.

C’è una terra di nessuno, a scuola. Il più delle volte si tratta di pochi metri, quelli che separano l’edificio dal mezzo di trasporto. Pochi metri, certo, che però sono bastati alla Corte di Cassazione (sentenza del 20 settembre 2017) per condannare l’autista di un bus, il comune e la scuola al risarcimento del danno in quanto corresponsabili dell’incidente occorso a un ragazzo all’uscita da scuola.

La Suprema Corte conferma quanto previsto dall’articolo 2048 del Codice Civile: il personale scolastico è responsabile degli studenti minorenni fino al subentro nella vigilanza da parte di un altro adulto. Con il crescere dell’età degli alunni, tale obbligo si scontra con le legittime attese delle famiglie, sempre a favore dell’autonomia dei figli, per non parlare delle comprensibili motivazioni che portano i genitori a reclamare che i ragazzi al termine delle lezioni rientrino a casa autonomamente.

Dal punto di vista legislativo una soluzione a questo problema non è affatto semplice: che fa il personale scolastico se l’altro adulto non si vede? Attende a tempo indeterminato? Si attacca al telefono? Chiama ogni giorno le forze dell’ordine? Va a prelevare l’autista del bus e gli consegna i ragazzi? Per fortuna una risposta c’è, sperimentata e funzionante.

Una risposta nel segno del dialogo e della corresponsabilità educativa, una buona pratica che consente alle famiglie il rientro a casa in sicurezza dei figli e alla scuola di assolvere all’obbligo di vigilanza dei minori.

Tutto questo si chiama “Patto educativo per l’uscita autonoma dell’alunno”. Sottoscritto dai genitori e dal Dirigente scolastico, il Patto analizza in primo luogo i fattori di rischio ambientali (localizzazione della scuola, percorso scuola-casa, traffico, presenza di vigili urbani, percorsi protetti…) e soggettivi (grado di autonomia e di maturazione dell’alunno, situazioni personali…). Dopo aver valutato tutti questi fattori caso per caso, e sollecitato famiglia e scuola a promuovere percorsi di crescita e di autonomia del minore, il Dirigente scolastico autorizza l’uscita autonoma dell’alunno. Sia chiaro, questa liberatoria non solleva mai completamente l’insegnante dalla propria responsabilità, ma certamente può “affievolirla”, incoraggiando al contempo la massima consapevolezza del problema da parte di alunni e genitori e contribuendo a fare della scuola una vera “comunità educante”.