Metodo Montessori, aumentano le sezioni anche nel pubblico

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La didattica Montessori ha larga diffusione in tutto il mondo, purtroppo in Italia è stata a lungo possibile solo all’interno di scuole private. Fortunatamente ora le cose stanno cambiando.  A Bergamo la scuola pioniera è stata la Don Milani, nel 2015, che grazie ad un gruppo di genitori – sostenuti dal dirigente scolastico e con il supporto economico del Comune di Bergamo – sono riusciti a far aprire la prima sezione statale a metodo nella nostra provincia. Quest’anno anche a Urgnano è nata una sezione Montessori alla Scuola Primaria Statale “Don Luigi Sturzo” e una nuova sezione partirà il prossimo anno scolastico anche alla Scuola Primaria Statale di Ponteranica.

Sin da quando frequentavo le magistrali, sono sempre stata affascinata da questo metodo e finalmente nel 2016 ho avuto la possibilità di frequentare un corso di specializzazione promosso dall’Opera Nazionale Montessori con il quale ho conseguito il diploma che mi ha permesso di entrare in questo nuovo modo di fare scuola.

I tempi del bambino

Uno dei cardini di questo insegnamento è il rispetto dei tempi personali di ogni bambino.  La scuola montessoriana non è un luogo dove il bambino “fa ciò che gli pare”, come a volte viene detto. Il nostro bambino ha la possibilità di scegliere liberamente il lavoro che vuole fare, in questo modo lavorerà con sincera motivazione e interesse.  In una prima elementare montessoriana possono esserci bambini che contano fino al dieci e – contemporaneamente – altri che si cimentano con numeri a quattro cifre.

I materiali Montessori

Maria Montessori ideò personalmente tutto il materiale di sviluppo che i bambini utilizzano basandosi esclusivamente sull’osservazione. Dal suo studio, scoprì l’importanza del ripetere un’attività e intuì quelli che la moderna neuroscienza chiama neuroni specchio. I materiali Montessori sono legati soprattutto all’aspetto sensoriale.

Aiutami a fare da solo

L’insegnante “montessoriana” dedica molto del tempo scolastico a una costante osservazione dei progressi di ogni bambino, delineando i sui miglioramenti e le sue criticità. Il docente diventa non più il protagonista della classe, ma, al contrario, una presenza che accompagna da “dietro le quinte”, senza interferire con i processi di apprendimento. Fondamentale è l’ambiente, che il docente deve preparare per permettere al bambino la spontanea e autonoma attività individuale e la libera scelta dell’attività all’interno di una serie limitata di opzioni.

Un metodo per tutti

Per sua natura, il metodo Montessori è adatto a bambini di ogni provenienza, cultura, ceto sociale. Stimola il rispetto per l’altro e l’integrazione. Ciascun materiale è in una sola copia per classe, così il bambino impara ad attendere il suo turno e a rispettare il patrimonio comune. I bambini più grandi possono insegnare a quelli più piccoli.

I risultati

Il metodo didattico Montessori è in grado di sviluppare nei bambini un’elasticità mentale e una capacità di ragionamento che li accompagnerà poi per tutta la vita. Da maestra, sicuramente, una cosa che dà molta soddisfazione è vedere i bambini venire a scuola contenti di imparare, di scoprire, di raccontare. Nella mia esperienza ho avuto modo di notare come i bambini vivano la scuola serenamente come un ambiente stimolante e non come un obbligo a cui bisogna adempiere.

Daniela Pellicioli

Scuola Primaria Don Milani (I.C. Muzio di Bergamo)