Su il sipario, si entra in… classe!

0 241

Da quasi dieci anni la mia vita professionale è divisa in due: da una parte sono maestra alla scuola primaria, dall’altra faccio teatro nella Compagnia Stabile di Prosa Carlo Bonfanti, sempre a Treviglio. Due mondi apparentemente lontani, ma in realtà molto vicini.

Forse a qualcuno sembrerà assurdo, ma per me entrare in classe vuol dire salire sul palco e iniziare a recitare.  Il mio pubblico sono i miei alunni: ogni giorno devo saper catturare e mantenere la loro attenzione, e lo faccio utilizzando quei trucchi che quando si accendono le luci del palcoscenico adopero per intrattenere il mio pubblico.

Fare l’attrice mi ha permesso di lavorare molto sull’utilizzo della mia voce. Tutti sanno che chi parla con un tono di voce piatto ha un effetto soporifero. Ma la nostra voce ha un’infinità di sfumature che un insegnante può imparare ad utilizzare per esprimere o enfatizzare un concetto e per evitare che i propri alunni inizino a volare con la fantasia pur di non addormentarsi! Come sul palco la scena non può essere statica, così quando spiego cerco di muovermi, di cambiare posizione, di girare tra i banchi. Anche la dinamicità aiuta a mantenere più alta l’attenzione dello spettatore.

Recitando ho imparato che le mie espressioni, i miei movimenti, parlano per me molto più delle parole che escono dalla mia bocca.  Le parole sono solo uno dei tanti strumenti che utilizzo per insegnare perché i bambini sanno percepire nei gesti, nelle espressioni e nei sorrisi se si sta trasmettendo amore sincero per l’insegnamento, per la scoperta, per la conoscenza, ma anche per loro. Quando insegno cerco di drammatizzare in modo divertente anche i concetti più noiosi, per coinvolgere e avvincere il mio piccolo pubblico e andare dritta al suo cuore e alla sua mente.

Il teatro è anche divertimento, passione, allegria, fantasia. Tutte queste emozioni sono alla base del mio modo di insegnare, perché il mondo dei bambini è fatto di queste emozioni e non è possibile voler entrare nei loro cuori e nelle loro menti senza calarsi a piene mani nel loro mondo di fanciulli. Mi piacerebbe molto che i miei alunni imparassero ad amare il magico mondo del teatro quanto lo amo io, ma credo che siano sulla buona strada! A novembre sono venuti a vedermi recitare al Teatro Filodrammatici di Treviglio e hanno commosso me e tutto il pubblico presente con il loro calore e il loro entusiasmo.

Penso che la più grande soddisfazione per un attore sia riuscire ad entrare nel cuore dello spettatore. Non è importante che lo spettatore si ricordi tutta la commedia, ma che percepisca di aver provato qualcosa di magico, che lo spinga a tornare di nuovo a teatro. Allo stesso modo toccare il cuore dei miei alunni è per me il primo passo per essere certa di averli messi sulla strada giusta dell’apprendimento, felici di continuare a imparare.

 

Simona  Ronchi

Maestra

Scuola primaria G.M. Bicetti di Treviglio